RECENSIONI

Cosa ci faccio qui

Cosa ci faccio qui

Titolo: Cosa ci faccio qui

Autore: Antonio Ricciardi

Genere:  Autobiografico

Data di pubblicazione: Anno 2016

Tipo di rilegatura: In brossura

Pagine: 118

Prezzo di copertina: € 12,66 E-Book: € 3,63

Casa editrice: BookSprinte Edizioni 

PARLANDO DI LUI

Antonio Ricciardi, 44 anni, originario di Torre Annunziata vicino a Napoli.
Da ragazzo è stato animatore nei villaggi, ha suonato in un gruppo e inciso un album. Conduttore radiofonico. Ha debuttato nei teatri del suo paese. Conseguita la laurea, si è trasferito a Roma intraprendendo il ruolo di manager. Dopo varie esperienze si è dedicato per un breve periodo alla cultura itinerante, stimolandolo poi, alla scrittura per passione e per hobby. Sebbene la poca esperienza, ha trovato il coraggio di pubblicare il suo primo libro Cosa ci faccio qui, e ora, a distanza di quattro anni ha scritto il secondo manoscritto Anime clandestine, attualmente, in stato di editing.

TRAMA

Un uomo si sveglia in una stanza all’apparenza sconosciuta, nel tentativo di tornare lucido, affronta un viaggio di 30 secondi nei 3 momenti più importanti della sua vita e che lo hanno reso l’uomo che è diventato. Amore, famiglia, valori e passioni raccontate nelle diverse fasi fino a quella stanza. Alcune parti strettamente autobiografiche accompagnate da una creativa visione di eventi osservati in altri.


RECENSIONE
Romanzo non del tutto autobiografico, ma sicuramente emana le sue sensazioni più profonde.
Un racconto dove il protagonista si sveglia in una stanza che non è la sua; palesemente in confusione. La sua mente soggiogata lo travolge in un turbinio di pensieri incontrollati ma molto distinti. Trenta secondi per capire chi è, cosa ha fatto e cosa ci fa lì.

Samuele, protagonista; Cesare il fratello. Lucia la fidanzata di Cesare. Margherita migliore amica di Samuele. Sara, l’amica di tutti ma fidanzata di Luca, amico solo di Cesare e gente della sua stazza. Stop!
La mamma, donna forte, presente e senza dubbio un debole per Samuele. Il padre, lavoratore, presente a modo suo. Indubbiamente complice di Cesare. Stop!
Sara, Luca, Sveva, Romolo, Romina… Stop! Laura, ancora Sveva, Romolo. Stop!

Vorrei potervi descrivere il loro carattere, ma ognuno di loro è stato così importante che non vorrei stravolgere l’intima mera profondità dell’autore.
Mi rendo conto del ritmo scattante, ma le nostre menti non sono forse così? Incessanti di pensieri che si propagano nella testa? Dando però una connotazione profonda, fortemente intima da percepirne la sensazione di quel’attimo?

L’età di Samuele, incompresa, ma anche della consapevolezza.

“…mi presento sono Samuele quarant’anni, ma quel giorno erano quindici e una famiglia strana come tante, ma io non sopportavo solo la mia”.

Ci troviamo nei primi dieci secondi, dove tutto un attimo prima è fantastico e un momento dopo è un cataclisma; tra rabbia e beatitudine, tra sensi di colpa e indifferenza.
A otto anni si è affacciato a certe congetture percependo quello che è legittimo e inadeguato.

“Capii che sarei sempre stato consapevole di ciò che è giusto e di cosa è sbagliato, del dove finisce il bianco comincia il nero senza inventarsi i grigi, che sono la scusa dei deboli per evitare la realtà delle cose delle quali non si può tornare indietro”.

… Il ragazzo cresce. Ancora venti secondi.

“Certo, per potersi godere la leggerezza, per poterla desiderare, per capire che è il momento di mollare i principi e lasciar cadere il peso, devi prima sentirlo forte, attrarti vero il basso, devi sentire un peso che ostacola i movimenti senza un beneficio vero, senza un reale appagamento dei tuoi desideri più profondi e sinceri”.

Gli ostacoli ci sono, le difficoltà fanno parte del nostro quotidiano. Non parla tanto degli eventi insormontabili, ma di quello che viene controllato fino dalla tenera età, intimando altri di essere qualcuno per soddisfare il piacere di chi l’ha imposto. Bisognerebbe guardarsi dall’esterno e imparare quello che in fondo siamo, ma…

Ancora dieci secondi.

Le cose non vanno come vorremmo. Ci piacerebbe, ardentemente lo desideriamo, a tal punto che ci sembra di viverle

Un commento

  • Antonio Ricciardi

    so di essere di parte in questo caso, ma l’attenzione e la delicatezza di questa recensione è ad un livello editoriale reale e molto elevato.
    Grazie Marcella.

    A. R.

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