Piccola Enciclopedia

Afrodite:

"Dea greca della bellezza e dell'amore, figlia di Zeus e Dione, o, secondo un'altra tradizione, generata dalla spuma del mare nel quale erano caduti gli organi sessuali di Urano, evirato da Crono, presso l'isola di Citerà e perciò detta Citerea. Fu moglie di Efesto e amante di Ares, dal quale generò Eros, Antere, Deimo e Fobo, oltre che dei mortali Adone e Anchise, dal quale generò Enea. A lei Paride destinò la mela d'oro, giudicandola più bella di Atena ed Era e ottenendone in cambio l'amore di Elena, causa scatenante della guerra di Troia, durante la quale la dea professe e favorì i troiani. Dopo la caduta della città fu protettrice di Enea. Corrisponde alla Venere dei romani e alle dee asiatiche Isthar e Astarte. Venerata in particolare a Cipro, Citerà, Enee e Corinto, le erano sacri il mirto, la rosa, il melo, la colomba, la lepre, simboli dell'amore e della fecondità."

 

Eros:

"Dio greco dell’amore, considerato figlio di Afrodite e di Ermes, o Ares, perlopiù rappresentato nella poesia e nella scultura come un giovanetto o un fanciullo armato di arco e frecce con cui colpisce uomini e divinità, scatenando in loro la passione amorosa. In Platone (Convito e Fedro) è considerato demone con il potere di riavvicinare l’uomo alla contemplazione della bellezza del mondo delle idee (amore platonico) e come tale fu ereditato dal neoplatonismo rinascimentale, che tese a considerarlo il principio primordiale del mondo. Il termine fu inoltre ripreso da S. Freud per indicare la pulsione di vita in opposizione alla pulsione di morte (Thánatos)."

 

Ade:

"Dio greco dell’oltretomba, figlio di Crono e Rea, fratello di Zeus. Rapì Persefone alla madre Demetra e la portò con sé nel suo regno. Era chiamato anche Plutone (ploutos, “ricco”) perché tutti i metalli e le pietre preziose nascoste nella terra gli appartenevano. Corrispondente al dio Plutone nella mitologia greco-romana e al dio romano Dite."

 

Persèfone:

"Figlia di Zeus e di Demetra, fanciulla (è indicata anche col nome di Kore), fu rapita da Ade mentre coglieva fiori con delle ninfe in Sicilia e trascinata agli inferi, dove divenne regina. La madre la cercò per tutta la Grecia e ottenne infine che potesse trascorrere parte dell’anno sulla terra. Simbolo della vegetazione, era unita alla madre nel culto nei misteri eleusini. A Roma era identificata con Proserpina."

 

Zeus:

"Il maggiore tra gli dei olimpici greci. Ultimo figlio di Rea e di Crono, che divorava i figli appena nascevano per timore di essere spodestato, fu salvato da Rea, che diede a Crono una pietra da ingoiare, e allevato sull’isola di Creta dai cureti e dalle ninfe con il latte della capra Amaltea. Divenuto adulto, con l’aiuto di una droga, indusse Crono a vomitare i suoi fratelli e insieme a loro, sostenuto dai Ciclopi e dagli Ecatonchiri, lo spodestò, dividendo il potere con i fratelli; a lui toccò il cielo e il predominio su tutto l’universo. Numerosissime furono le unioni di Zeus con dee e donne mortali, dalle quali nacquero molti figli: da Meti generò Atena, da Latona Apollo e Artemide, da Era (di cui è motivo ricorrente nella letteratura la gelosia), Ares, Ebe e Ilizia, da Mnemosine le Muse, da Alcmena Eracle, da Danae Perseo, da Leda Elena e i Dioscuri, da Semele Dioniso. Particolarmente venerato a Dodona, dove aveva un oracolo e sul monte Ida a Creta, aveva come attributi il fulmine e l’aquila. A Roma fu identificato con Giove."

 

Cherubino:

"[vc. dotta, lat. tardo Chérubìn, dall'ebr. kerubhim (pl. di kerubh) 'esseri sovrumani e spirituali' ☼ 1258] 

s. m. 

1 nella tradizione biblica, angelo presente dinanzi alla gloria di Dio | nella teologia cristiana, ciascuno degli angeli del secondo ordine o coro della prima gerarchla 

2 immagine dipinta o scolpita raffigurante un angelo 

3 (est.) persona, spec. bambino o fanciulla, di delicata bellezza | testa da cherubino, dai capelli biondi e ricciuti"